sabato 24 marzo 2012

Giappone e multipolarismo

Fra gli intellettuali è sempre molto intenso il dibattito sui modelli sociali, economici e culturali che si confrontano nel mondo dominato dalla globalizzazione. Certamente il Giappone costituisce un suo specifico e particolare modello di sviluppo ormai riconosciuto, studiato e ammirato. Però i cambiamenti mondiali impongono di considerare l'attuale assetto multipolare con molta attenzione perché la globalizzazione si ripercuote su tutti i paesi, senza alcuna esclusione.
In tal senso è molto interessante l'analisi di Charles Kupchan, professore alla Georgetown University di Washington, nel recente volume No One's World. Secondo Charles Kupchan la supremazia occidentale è al tramonto. Il modello che aveva permesso di creare una struttura moderna basata sulla carta costituzionale, la secolarizzazione della società, la ricerca scientifica, l'istruzione laica, il sistema capitalistico e la finanza, è definitivamente in crisi.
La globalizzazione ha visto l'affermarsi di molti paesi che non seguono il modello occidentale della democrazia liberale e del capitalismo. La visione di Francis Fukuyama, che sosteneva la fine della storia e l'affermarsi di un unico modello universale, si è rivelata un'illusione.
Qui si pone lo scarto e la svolta necessaria, il bisogno di riconoscere la verità: il mondo del XXI secolo non appartiene a nessuno. Il Giappone, come altri paesi, avrà un suo ruolo se avrà la capacità di cambiare e rinnovare la politica internazionale.
Cristiano Martorella