sabato 24 marzo 2012

Elise K. Tipton Giappone moderno

I libri di storia giapponese in lingua italiana non sono tanti, perciò il volume di Elise K. Tipton pubblicato da Einaudi costituisce un utile contributo per studenti, ricercatori e appassionati.

Elise K. Tipton, Il Giappone moderno. Una storia politica e sociale, Einaudi, Torino, 2011, 450 pagg., 30 euro.

Elise K. Tipton è docente di cultura giapponese all'Università di Sydney. Il libro si occupa della storia giapponese dall'epoca Tokugawa (1603-1867) fino alla politica del premier Shinzo Abe (2006-2007). Un periodo di tempo sicuramente ampio, trattato però in maniera approfondita e dettagliata.
Cristiano Martorella

Giappone voglia di portaerei

La rivista "Panorama Difesa" ha pubblicato un articolo dedicato ai recenti programmi militari della Nihon kaijo jieitai, ovvero la Forza di Autodifesa Marittima del Giappone. Fra questi spiccano i progetti per nuove portaerei.

Jani Gambelli, Giappone: voglia di portaerei, in "Panorama Difesa", n.306, anno XXX, marzo 2012, pp. 44-51.

L'articolo, oltre a descrivere la realizzazione e l'impiego delle attuali due portaeromobili della classe Hyuga (Ise DDH-182 e Hyuga DDH-181) già in servizio, si concentra sullo sviluppo dei progetti di altre due unità del programma 22DDH. Queste navi saranno in grado di imbarcare aerei STOVL (a decollo breve e atterraggio verticale) e dovrebbero essere varate nel 2014 e nel 2015.
Cristiano Martorella

La fabbrica di Ohira

Dopo il terribile terremoto del marzo 2011, in Giappone si sta procedendo ad avviare l'opera di ricostruzione. Nella prefettura di Miyagi, fra le zone colpite più duramente, il simbolo concreto di questa attività è lo stabilimento della Toyota a Ohira. In questa nuova fabbrica della Toyota vengono prodotti i modelli Yaris e Corolla secondo le modalità più avanzate e le tecnologie più innovative attualmente a disposizione.
Lo stabilimento è una fabbrica snella, in grado di produrre 120.000 veicoli all'anno con una riduzione dello spazio occupato del 30% e un sostanziale abbassamento dei consumi energetici. Invece di spostare le auto con il sistema dei ganci sospesi, si utilizza una sofisticata piattaforma che consente una linea di montaggio più corta del 35%. Al posto dei rumorosi trasportatori scorrevoli tirati da una catena, si utilizza un meccanismo più silenzioso agganciato all'auto che grazie a speciali rulli a frizione riduce gli spostamenti necessari. Inoltre le auto viaggiano sul nastro trasportatore fianco a fianco e non in fila indiana, riducendo la lunghezza della linea di montaggio. La fabbrica snella della Toyota è un tipico esempio di tecnologia modulare facilmente gestibile e riproducibile.
Così a Miyagi, una delle zone più colpite dal terremoto, riparte l'industria giapponese.
Cristiano Martorella

Giappone e multipolarismo

Fra gli intellettuali è sempre molto intenso il dibattito sui modelli sociali, economici e culturali che si confrontano nel mondo dominato dalla globalizzazione. Certamente il Giappone costituisce un suo specifico e particolare modello di sviluppo ormai riconosciuto, studiato e ammirato. Però i cambiamenti mondiali impongono di considerare l'attuale assetto multipolare con molta attenzione perché la globalizzazione si ripercuote su tutti i paesi, senza alcuna esclusione.
In tal senso è molto interessante l'analisi di Charles Kupchan, professore alla Georgetown University di Washington, nel recente volume No One's World. Secondo Charles Kupchan la supremazia occidentale è al tramonto. Il modello che aveva permesso di creare una struttura moderna basata sulla carta costituzionale, la secolarizzazione della società, la ricerca scientifica, l'istruzione laica, il sistema capitalistico e la finanza, è definitivamente in crisi.
La globalizzazione ha visto l'affermarsi di molti paesi che non seguono il modello occidentale della democrazia liberale e del capitalismo. La visione di Francis Fukuyama, che sosteneva la fine della storia e l'affermarsi di un unico modello universale, si è rivelata un'illusione.
Qui si pone lo scarto e la svolta necessaria, il bisogno di riconoscere la verità: il mondo del XXI secolo non appartiene a nessuno. Il Giappone, come altri paesi, avrà un suo ruolo se avrà la capacità di cambiare e rinnovare la politica internazionale.
Cristiano Martorella