Il quarto volume di Manga Academica, rivista scientifica dedicata alla cultura e al fumetto giapponese curata da Gianluca Di Fratta, è stato pubblicato.
Manga Academica Vol.4, Società Editrice La Torre, Caserta, 2011. Il volume contiene un saggio introduttivo di Cristiano Martorella e un manga inedito di Moto Hagio.
Cristiano Martorella, Perverso e controverso: il sesso nella cultura giapponese, in "Manga Academica", Vol.4, Società Editrice La Torre, Caserta, 2011, pp.9-22.
domenica 20 novembre 2011
Soldato formichina
Articolo sul racconto della formica soldato pubblicato originariamente dal sito Nipponico.com.
Soldato formichina
di Cristiano Martorella
10 dicembre 2000. Miyazawa Kenji (1898-1933) è stato il più importante scrittore giapponese di racconti per bambini. La sua prima traduzione in italiano fu pubblicata dalla Giunti nel 1994 con il titolo "Allarme, allarme!" nella versione di Hiraishi Asako. Vogliamo occuparci qui di questo libro che pur essendo breve e ingiustamente ignorato, merita comunque di essere richiamato alla memoria. Si tratta, in ogni caso, della prima pubblicazione in Italia di una favola di Miyazawa, così come è anche riportato in quarta di copertina.
Ci sono alcuni punti deboli in questa edizione. Innanzitutto il titolo che non è la traduzione letterale e nemmeno a senso dell'originale. Esso è stato sostituito con "Allarme, allarme!" che è un'invenzione dei curatori. L'originale era "Asa ni tsuite dowa teki kozu" (Favola di una mattina). La conservazione del titolo scelto da Miyazawa sarebbe stata preferibile. Infatti, esso è indicativo della situazione che si viene a svolgere nel racconto. Soprattutto dell'importanza che Miyazawa vede nel quadro temporale di una mattina. Si deve tenere ben presente questa indicazione.
Durante una mattinata piovosa, alcune formiche bambine scoprono un grosso oggetto misterioso. Avvertono immediatamente una formica soldato che provvede a disporre un piano di emergenza. Ironico e satirico il linguaggio che Miyazawa usa per la formica soldato, una terminologia burocratica infarcita di numeri e tecnicismi. Ecco ad esempio il messaggio da comunicare per segnalare l'oggetto:
"Abbiamo notato un fabbricato di provenienza ignota al 25° grado di latitudine Nord e 23° grado, 5 primi e 6 secondi longitudine Est".
Un linguaggio che l'autore conosceva bene essendo anche uno scienziato, ma che qui usa con ironia e intelligenza. L'allarme non durerà molto. L'edificio apparso fra l'erba crollerà miseramente. Non era altro che un fungo. Uno di quei funghi che appare per il breve periodo di una mattinata. Si potrebbe dire che c'è una certa influenza buddhista nella morale di questa storia: nulla dura per sempre, anche ciò che sembra più stabile. Forse ridendo dell'incostanza della realtà possiamo anche capirla e accettarla.
Bibliografia
Miyazawa, Kenji, Kohon Miyazawa Kenji zenshu (Edizione critica dell'opera completa di Miyazawa Kenji), Chikuma shobo, Tokyo, 1973-1977.
Miyazawa Kenji, Allarme, allarme!, Giunti Gruppo Editoriale, Firenze, 1994.
Soldato formichina
di Cristiano Martorella
10 dicembre 2000. Miyazawa Kenji (1898-1933) è stato il più importante scrittore giapponese di racconti per bambini. La sua prima traduzione in italiano fu pubblicata dalla Giunti nel 1994 con il titolo "Allarme, allarme!" nella versione di Hiraishi Asako. Vogliamo occuparci qui di questo libro che pur essendo breve e ingiustamente ignorato, merita comunque di essere richiamato alla memoria. Si tratta, in ogni caso, della prima pubblicazione in Italia di una favola di Miyazawa, così come è anche riportato in quarta di copertina.
Ci sono alcuni punti deboli in questa edizione. Innanzitutto il titolo che non è la traduzione letterale e nemmeno a senso dell'originale. Esso è stato sostituito con "Allarme, allarme!" che è un'invenzione dei curatori. L'originale era "Asa ni tsuite dowa teki kozu" (Favola di una mattina). La conservazione del titolo scelto da Miyazawa sarebbe stata preferibile. Infatti, esso è indicativo della situazione che si viene a svolgere nel racconto. Soprattutto dell'importanza che Miyazawa vede nel quadro temporale di una mattina. Si deve tenere ben presente questa indicazione.
Durante una mattinata piovosa, alcune formiche bambine scoprono un grosso oggetto misterioso. Avvertono immediatamente una formica soldato che provvede a disporre un piano di emergenza. Ironico e satirico il linguaggio che Miyazawa usa per la formica soldato, una terminologia burocratica infarcita di numeri e tecnicismi. Ecco ad esempio il messaggio da comunicare per segnalare l'oggetto:
"Abbiamo notato un fabbricato di provenienza ignota al 25° grado di latitudine Nord e 23° grado, 5 primi e 6 secondi longitudine Est".
Un linguaggio che l'autore conosceva bene essendo anche uno scienziato, ma che qui usa con ironia e intelligenza. L'allarme non durerà molto. L'edificio apparso fra l'erba crollerà miseramente. Non era altro che un fungo. Uno di quei funghi che appare per il breve periodo di una mattinata. Si potrebbe dire che c'è una certa influenza buddhista nella morale di questa storia: nulla dura per sempre, anche ciò che sembra più stabile. Forse ridendo dell'incostanza della realtà possiamo anche capirla e accettarla.
Bibliografia
Miyazawa, Kenji, Kohon Miyazawa Kenji zenshu (Edizione critica dell'opera completa di Miyazawa Kenji), Chikuma shobo, Tokyo, 1973-1977.
Miyazawa Kenji, Allarme, allarme!, Giunti Gruppo Editoriale, Firenze, 1994.
Alla pioggia non si arrende
Kenji Miyazawa, Alla pioggia non si arrende (Ame ni mo makezu).
Tratto dall'articolo La poesia giapponese per bambini pubblicato dalla rivista "LG Argomenti".
Cfr. Cristiano Martorella, La poesia giapponese per bambini, in "LG Argomenti", anno XXXVIII, n. 1, gennaio-marzo 2002, pp. 23-29.
Il più importante autore giapponese di racconti per ragazzi fu Miyazawa Kenji (1896-1933). Egli scrisse anche numerose poesie che per modestia, e per la forma inconsueta e innovativa rispetto ai precedenti generi, chiamò shinso sketch (abbozzi dell’immaginazione). La poesia più famosa di Miyazawa è Ame ni mo makezu (Alla pioggia non si arrende) in cui descrive l'ideale di uomo secondo la sua riflessione esistenziale e religiosa.
Alla pioggia non si arrende,
al vento non si arrende,
alla neve e al caldo estivo non si arrende,
ha un fisico robusto.
Mai adirato,
non ha smanie,
sempre sereno e sorridente.
Ogni giorno mangia settanta grammi di riso integrale,
il miso e un po' di verdura.
In tutti i casi
non bada a se stesso
per conoscere, capire
e non dimenticare.
Vive in una piccola capanna di paglia
all'ombra di un bosco di pini.
Se ad est c'è un bambino ammalato
va ad assisterlo,
se ad ovest c'è una madre stanca
va per portarle quei fasci di riso,
se a sud c'è un moribondo
va per dirgli di non avere paura,
se a nord c'è un litigio o un contenzioso
va a dire di lasciar perdere le cose insignificanti.
Quando è periodo di siccità piange,
quando è estate fredda cammina preoccupato.
Da tutti viene detto un sempliciotto,
non è mai lodato,
però non è nemmeno causa di sofferenza.
Io voglio diventare
una persona così.
[Traduzione di Cristiano Martorella]
Tratto dall'articolo La poesia giapponese per bambini pubblicato dalla rivista "LG Argomenti". Cfr. Cristiano Martorella, La poesia giapponese per bambini, in "LG Argomenti", anno XXXVIII, n. 1, gennaio-marzo 2002, pp. 23-29.
Tratto dall'articolo La poesia giapponese per bambini pubblicato dalla rivista "LG Argomenti".
Cfr. Cristiano Martorella, La poesia giapponese per bambini, in "LG Argomenti", anno XXXVIII, n. 1, gennaio-marzo 2002, pp. 23-29.
Il più importante autore giapponese di racconti per ragazzi fu Miyazawa Kenji (1896-1933). Egli scrisse anche numerose poesie che per modestia, e per la forma inconsueta e innovativa rispetto ai precedenti generi, chiamò shinso sketch (abbozzi dell’immaginazione). La poesia più famosa di Miyazawa è Ame ni mo makezu (Alla pioggia non si arrende) in cui descrive l'ideale di uomo secondo la sua riflessione esistenziale e religiosa.
Alla pioggia non si arrende,
al vento non si arrende,
alla neve e al caldo estivo non si arrende,
ha un fisico robusto.
Mai adirato,
non ha smanie,
sempre sereno e sorridente.
Ogni giorno mangia settanta grammi di riso integrale,
il miso e un po' di verdura.
In tutti i casi
non bada a se stesso
per conoscere, capire
e non dimenticare.
Vive in una piccola capanna di paglia
all'ombra di un bosco di pini.
Se ad est c'è un bambino ammalato
va ad assisterlo,
se ad ovest c'è una madre stanca
va per portarle quei fasci di riso,
se a sud c'è un moribondo
va per dirgli di non avere paura,
se a nord c'è un litigio o un contenzioso
va a dire di lasciar perdere le cose insignificanti.
Quando è periodo di siccità piange,
quando è estate fredda cammina preoccupato.
Da tutti viene detto un sempliciotto,
non è mai lodato,
però non è nemmeno causa di sofferenza.
Io voglio diventare
una persona così.
[Traduzione di Cristiano Martorella]
Tratto dall'articolo La poesia giapponese per bambini pubblicato dalla rivista "LG Argomenti". Cfr. Cristiano Martorella, La poesia giapponese per bambini, in "LG Argomenti", anno XXXVIII, n. 1, gennaio-marzo 2002, pp. 23-29.
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